A proposito dell’articolo sulla Fontana delle Tartarughe, un’amica mi ha fatto
notare che i quattro efebi potrebbero anche interpretarsi come i quattro corpi
del sistema gurdjieffiano: motorio, istintivo, emozionale e intellettuale.
Per divertimento, proviamo ad applicare la stessa chiave di lettura alla berniniana
Fontana dei Quattro Fiumi. Le corrispondenze potrebbero non essere sempre esatte, ma in fondo stiamo solo giocando (tutte le citazioni sono da P.D. Ouspensky, La Quarta Via).
Anche
qui abbiamo quattro statue che gettano acqua. Ipotizziamo che il Gange con il timone in mano sia il centro
intellettuale; il Rio de la Plata con i tratti
negroidi potrebbe essere il Re Nero, ovvero il
centro istintivo; il Nilo con gli
occhi bendati diventa il centro motorio (“Il
centro motorio controlla anche i sogni, e non soltanto i sogni notturni, ma pure quelli in stato di veglia: i sogni a occhi aperti”); al Danubio non resta allora che fungere da centro
emozionale.
Cominciamo
a vedere che sotto ogni statua c’è un animale: un drago riottoso sotto il Gange-Centro Intellettuale,
un delfino che bighellona placidamente sotto il Nilo-Centro Motorio,
un fiero e sicuro di sé “coccodrillo” sotto il Rio
de la
Plata-Centro Istintivo
e un delfino utilizzato come
unico inghiottitoio di tutta l’acqua prodotta dalla fontana, sotto il Danubio-Centro
Emozionale.
Questi animali potrebbero rappresentare la parte più bassa di ogni centro, per così dire il loro fondamento.
L'animale del centro intellettuale si ribella al timone, ovvero al tentativo di stabilire una direzione definita; quello del centro motorio gironzola con indipendenza; quello del centro istintivo ha un atteggiamento bellicoso e guardingo; quello del centro emozionale... in realtà funge da porta d'ingresso al centro stesso. È una descrizione che in diversi punti ricalca il Sistema gurdjieffiano.
“Appena c’è più luce, le macchine funzionano meglio. La consapevolezza è la luce e le macchine sono le funzioni.”
L'animale del centro intellettuale si ribella al timone, ovvero al tentativo di stabilire una direzione definita; quello del centro motorio gironzola con indipendenza; quello del centro istintivo ha un atteggiamento bellicoso e guardingo; quello del centro emozionale... in realtà funge da porta d'ingresso al centro stesso. È una descrizione che in diversi punti ricalca il Sistema gurdjieffiano.
“Appena c’è più luce, le macchine funzionano meglio. La consapevolezza è la luce e le macchine sono le funzioni.”
L’obelisco, si sa, rappresenta un raggio di luce. Cosa accade quando la consapevolezza-luce investe le quattro funzioni umane? Il Re Nero guarda al cielo terrorizzato e si protegge con una mano, come se si sentisse
minacciato; il centro
intellettuale tiene il timone, ovvero produce gli "io" giusti ("di Lavoro"); il centro motorio regge uno stemma papale, ma senza poterlo vedere; il centro emozionale regge un altro stemma papale e invece lo guarda. Tutti i centri producono poi acqua, che va a finire alla base del centro
emozionale.
Centro motorio e centro emozionale sono agli antipodi, ma
stanno svolgendo lo stesso compito: reggere stemmi papali. Questi ultimi - posti in chiave d'arco e decorati con chiavi, triregno, colomba ecc. - potrebbero rappresentare la parte più elevata dell'uomo, ovvero i suoi centri superiori.
"Tutta la cooperazione dei centri è un certo grado di
risveglio. Cosa significa cadere addormentati? Sconnessione dei centri."
Nel buio del sonno, i centri sono sconnessi; nella luce della consapevolezza, cominciano a funzionare armoniosamente. Ciò viene indicato dal fatto che le
due statue agli antipodi compiono lo stesso gesto di sostenere gli stemmi papali-centri superiori (anche se una non può vederli).
Tutte le parti della macchina collaborano, ma lo stato di presenza nasce attraverso il centro emozionale. Quest’ultimo
è l’unica parte capace di andare oltre se stessa, per rivolgere lo sguardo
verso i centri superiori. Il centro intellettuale, se pure regge il timone, da solo può poco, come suggerisce il drago indomabile sotto di lui (il quale anzi interferisce con il timone e cerca di intercettare l'acqua). L’azione con cui il centro emozionale attiva i centri superiori si chiama ricordo
di sé. Perché, nel particolare momento in cui la consapevolezza-luce investe la
macchina umana, tutta l’acqua finisce nel centro emozionale?
“Il ricordare se stessi ha bisogno dell’opera di tre o
addirittura quattro centri.”
Tutte le parti della macchina umana danno
carburante al centro emozionale affinché possa sollevare gli occhi ai centri superiori: "L'energia richiesta per ricordare se stessi proviene dal corretto funzionamento dei centri."
***
La moderna critica d’arte esige che per spiegare un’opera
d’arte si usino solo fonti a essa contemporanee o anteriori. Usare un
Insegnamento contemporaneo non è ortodosso, ma talvolta la contaminazione apre scenari interessanti. In questo caso, la Fontana dei Quattro
Fiumi e la Quarta Via sembrano avere qualcosa da dare l’una all’altra, e non solo per l’assonanza dei nomi.
"Nello studio di tutta la vostra vita, avete davanti a voi un intero museo."
"Nello studio di tutta la vostra vita, avete davanti a voi un intero museo."
Più non si va, se pria non morde,
anime sante, il foco: intrate in esso,
ed al cantar di là non siate sorde.
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