venerdì 27 novembre 2015

Taliesin


Nel 1940, lo studente di Quarta Via C.S. Nott soggiornò a Taliesin East, lo studio-scuola di architettura creato da Frank Lloyd Wright. Esso gli apparve "un paradiso in terra, dove i nostri figli cominciarono a sbocciare come fiori trapiantati da un terreno arido a un suolo fertile". "Tornare a Taliesin era tornare alla vita come dovrebbe essere: non una vita di soli denaro, affari e politica, ma la vita propria dell'uomo fisico, dell'uomo emozionale e dell'uomo intellettuale, capaci di lavorare armoniosamente insieme." "Taliesin rappresentava la cultura più elevata rinvenibile in America ... A parte il Prieuré [l'Istituto di Gurdjieff in Francia], che ovviamente si situava a un livello ancora più elevato, la vita a Taliesin era la più piena che si potesse avere su questo pianeta. Era una vita tricentrica: il clima mite, la campagna meravigliosa, il cibo ottimo e il lavoro fisico; l'armonia degli edifici, la musica, i buoni film e il canto; le conversazioni a tavola e le stimolanti lezioni di Frank Lloyd Wright agli allievi ... rappresentavano quanto di meglio la vita ordinaria potesse offrire. Tuttavia, a parte la scuola di architettura, la persona che ispirava la vita della comunità era [la moglie] Olgivanna Lloyd Wright; e lei aveva ricevuto ispirazione dal Prieuré, lavorando con Gurdjieff" (Further Teachings of Gurdjieff).

Diana Huebert Faidy, di cui abbiamo già parlato, riteneva Olgivanna la sua seconda insegnante nel Lavoro, dopo la morte di Gurdjieff, e "una delle tre donne, secondo la mia comprensione, designate da Gurdjieff per portare avanti il suo lavoro". Nei suoi appunti è contenuto, sembra, l'unico resoconto del primo, intenso incontro Gurdjieff/Wright. Il secondo non voleva incontrarlo, ma la moglie lo convinse con queste parole: "Ovunque vai, sei il numero uno. Non ti interesserebbe per una volta essere il numero due?". Quando Wright disse, anni dopo, che avrebbe mandato i propri allievi da Gurdjieff, affinché quest'ultimo iniziasse su di loro il lavoro che lui (Wright) avrebbe portato a termine, Gurdjieff rispose: "Idiota! Tu inizi, io termino!". La moglie troncò la discussione dicendo che il Maestro caucasico aveva ragione.

Nel 1955, Olgivanna scrisse un libro, The Struggle Within. Esso contiene la filosofia che aveva permesso a Taliesin di apparire "un paradiso in terra", dove si conduceva una vita nutriente a livello fisico, emozionale e intellettuale. Questo libro è un testo di Quarta Via che non usa il linguaggio della Quarta Via né cita mai i nomi di Gurdjieff od Ouspensky. "Quando l'uomo dà il benvenuto alle difficoltà e lotta consapevolmente per acquisire comprensione, vede la vita come la grande scuola della conoscenza eterna. Solo allora può colmare l'attività in cui è assorbito mediante contenuti spirituali." "Quando siamo svegli, siamo nutriti da ogni impressione e reazione alla vita. È nel sonno dell'inconsapevolezza che siamo scollegati dal nostro essere interiore, ritrovandoci esauriti alla fine della giornata." "Qualunque sia la tua debolezza - caffè, sigarette, cibo, bevande, discorsi - prova ad abbandonarla per un periodo di tempo che ritieni fattibile. Datti un preciso limite temporale e attieniti al tuo voto interiore ... Chi ritiene di non avere debolezze non ha dentro di sé materiale da costruzione, possibilità di moto ascendente. L'altro lato della debolezza è la forza. La debolezza può essere volta a grandi scopi quando è padroneggiata."

Taliesin East, il paradiso in terra, era stata ottenuta mediante un grande pagamento. Quella che C.S. Nott vide nel 1940 era una comunità che dal 1914 in poi era sopravvissuta a una strage criminale, due roghi e un pignoramento. Averla fatta sempre risorgere deve essere stato un notevole supersforzo. Nelle comunità Taliesin vissero o soggiornarono Madame de Salzmann, i coniugi De Hartmann e Gurdjieff stesso.

Secondo James Moore, all'indomani della morte di Gurdjieff,  Lloyd Wright avrebbe preso la parola a un convegno pubblico per dire: "Il più grande uomo della Terra è appena morto. Il suo nome era Gurdjieff".

Le fronde onde s’infronda tutto l’orto
dell’ortolano eterno, am’io cotanto
quanto da lui a lor di bene è porto.

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